Gia’ da una decina d’anni anche nel Belpaese si può parlare di fenomeno cosplay, precisamente da quando nella fiera principale di animazione e fumetto d’Italia ovvero “Lucca Comics” iniziavano, timide, apparizioni di ragazzi vestiti come gli eroi del momento - nella fattispecie Dragonball e Sailormoon - di lì il passo, com’era prevedibile, è stato breve ed è progredito di pari passo con il boom dei manga e gli anime nel nostro Paese.

Negli anni sono molto migliorate le qualità tecniche dei costumi, in principio un po’ scadenti, grazie anche al diffondersi di notizie e foto di cosplayers internazionali e alla voglia di perfezionare quello che da semplice hobby ha assunto i caratteri di una vera e propria passione.
Grazie a e-bay ora è piu facile recuperare materiali, props, parrucche e oggettistica varia che rende il cosplay perfetto, ma che fino a pochi anni fa era impensabile avere a meno di non spendere cifre folli e andarle a recuperare direttamente in loco.
Inoltre la diffusione di siti internet in cuii vari cosplayer del mondo mostrano le proprie creazioni spinge ad uno spirito di emulazione non indifferente.
E per finire aggiungerei che anche l’arrivo del Wolrd Cosplay Summit ( Gara Mondiale di Cosplay che si svolge annualmente a Nagoya) e la possibilità di viaggiare gratuitamente una settimana in Giappone e rappresentare il proprio paese, esercitano sui cosplayer un’attrattiva non indifferente, che li spinge a migliorare sempre di piu costumi e performance e , ovviamente, acuisce lo spirito di competizione , che nei primi anni di diffusione era molto piu ludico.
Le convention e i meeting per i cosplayer si sono negli ultimi anni decuplicati, e anche se alcune fiere blasonate come Lucca Comic o Romics rimangono imbattibili a livello numerico, nuove e importanti realtà fieristiche, fiutate le potenzialità del fenomeno cosplay, si prodigano nell’allestimento di valide competizioni a tema, sempre più di richiamo per curiosi e appassionati.
Tra queste sicuramente il Cartoomics, nella città meneghina,o le due edizioni di Fumettopoli, sempre a Milano, e ancora Torino Comics,oppure il Comicon a Napoli, che ha ospitato nel 2007 nientemeno che il maestro Go Nagai in persona.

In Italia infatti il concetto di cosplay spesso è abbinato a quello di gara, ed è esattamente durante le competizioni che i partecipanti inscenano interpretazioni-solitamente parodie farsesche, ma anche canti e balli o quel che la fantasia suggerisce-, prima raffazzonate negli ultimi 5 minuti, ora sempre più spesso preparate evidentemente per tempo, che danno luogo a performance davvero esilaranti e suscitano l’entusiasmo del pubblico sempre più massicciamente presente.
In linea di massima in questi contest le categorie di premio sono le seguenti:
Miglior cosplay maschile
Miglior cosplay femminile
Miglior gruppo
Miglior interpretazione
Premio simpatia o eventuale premio speciale (spesso perché la qualità dei costumi è davvero elevata e i partecipanti molto numerosi)
La scelta dei personaggi è molto varia, per quanto suscettibile ai gusti del mercato e alle serie culto del momento; dopo le invasioni dei vari Dragonball, Final Fantasy e SailorMoon siamo in pieno ciclone Naruto , Beach e Death Note. Reggono comunque bene, a differenza che in Giappone, anche i vecchi classici, dalle maghette ai robottoni, perché in fondo chi ha iniziato a fare cosplay lo ha fatto per immedesimarsi con gli eroi che hanno costellato i giochi e i sogni della propria infanzia e sente più affini.
Una menzione speciale va fatta a favore dei supereroi americani che, sempre piu spesso, complici le trasposizioni cinematografiche, si intravedono tra uno stand e l’altro durante le varie convention, magari a braccetto con uno Jack Sparrow o in un improbabile discussione con il Grande Mazinga!
Ma il cosplay è anche questo !
Giorgia Vecchini ( www.giorgiacosplay.com)
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