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28.12.2015

La Carriera di Pro Gamer dalla prospettiva di un ex-Giocatore

La Carriera di Pro Gamer dalla prospettiva di un ex-Giocatore

Stephen "Snoopeh" Ellis ha recentemente rilasciato un interessante articolo sulla sua prospettiva riguardo i pro players e come vengono renumerati. Potete leggere l'articolo direttamente qui se masticate un pò di inglese.

In quest'articolo invece riassumeremo alcuni dei concetti espressi più interessanti, anche per profani del mondo professionistico del gaming.

E' di fondamentale importanza, nell'approcciarsi a questo discorso, che non pensiamo ai salari dei giocatori come qualcosa indipendente dal mondo che li circonda. I pro gamers fanno parte di team, organizzazioni economiche che devono sempre guadagnare qualcosa, quindi i salari sono direttamente relazionati col mondo reale.

Prima di tutto pensiamo appunto ai Team eSports. Recentemente questi si sono ingranditi e espansi notevolmente, oltre a vedere il loro numero accresciuto. 

Gli eSports sono un fenomeno in netta crescita, e come tale è ovvio che più organizzazioni vogliano lucrarci sopra. La maggior parte delle entrate di queste organizzazioni, proviene da sponsorship di brand legate al mondo del gaming, pensate a Razer, Logitech, HyperX, Twitch e così via, e dai giochi stessi che si preoccupano di dare uno stipendio vero e proprio ai giocatori professionisti per mantenere la scena pro attiva e vitale. Pensate ad esempio a Riot Games.

Recentemente, le sponsorship sono arrivate anche da brand non legate direttamente al gaming, ma che hanno riconosciuto il potenziale di marketing di esso, Coca Cola, Red Bull e T-Mobile sono gli esempi più lampanti, ma non sono gli unici, queste sponsorship hanno portato ai team un incremento di budget notevole.

Attraverso gli anni, queste entrate delel organizzazioni, non sono state redistribuite in maniera diretta ai giocatori stessi, ma usate per ampliare i team stessi, spesso aggiungendo roster per giochi diversi diversificando la entrate.

Da un punto di vista puramente economico, questo ha perfettamente senso, ma spesso alcuni team si sono "dimenticati" di ricompensare i loro talenti adeguatamente.

Sebbene i diversi salari dei giocatori siano una cosa normalissima, questo fenomeno non è molto diverso da quello di sport "reali", pensate infatti a come i club di calcio maggiori portino con se non solo un determinato salario, ma anche un'infrastruttura di coaching, branding e prestigio a volte più importati del salario stesso.

La realtà però è che quasi sempre i giocatori migliori finiscono per firmare con le organizzazioni in grado di pagare i salari più alti, e queste sono quelle che riescono ad assicruarsi gli sponsor più "forti".

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